Continua lo straordinario racconto di Vincenzo sul suo passato di emigrato, o musiù come lo chiamavano a Caracas.
Nel linguaggio locale, "musiù" indicava uno straniero bianco, non ispanico (forse è una storpiatura voluta del francese monsieur). C'è anche un film documentario, I sogni dei musiù, che narra di migranti e del loro sogno di tornare in patria dopo aver fatto fortuna in Venezuela. Alcuni che riescono in questa impresa tornano in Italia e costruiscono un cinema (guarda caso!), che intitolano a Simon Bolivar.
Con "il musiù" è indicato anche un personaggio secondario che appare nel libro Dall'Europa e dall'America di Gabriel Garcia Marquez.
Guardatevi, dunque, questa puntata: è estremamente interessante (e provate anche a riconoscere Vincenzo-musiù nelle foto)!
Un ringraziamento anche al Tar (da me assunto come correttore di bozze) per l'impaginazione, la fotografia, i contatti con i partecipanti e per la trasmissione dati alla sede centrale.
Buona festa della liberazione a tutti.
Ma allora sono le tinture che provocano quell’odore nauseante che proviene dalle concerie!
Come racconta Enzo, o meglio, Vincenzo, i mestieri artigianali sono molto formativi e soddisfacenti ma si rischia anche di rimetterci qualche dito quando si perde la concentrazione e c’è spazio per la paura soltanto a lavoro finito... Tutti gli artigiani più bravi che noi conosciamo ne hanno perso almeno uno!
Su Enzo non dico nulla, se no si esalta troppo!
Oltre a collaborare nella gestione della stessa si sta adoperando per attivare il cosiddetto "Zoom for meeting" che consentirà di mettere in contatto un gruppo nutrito di Gensini.
Personalmente l'ho sperimentato in un'assemblea condominiale e devo riconoscere che ha funzionato perfettamente.
Mi scuso per la grave omissione.
A risentirci presto